24 | 09 | 2017

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Informazioni turistiche isola di Ischia

 

Ischia

Ischia è la più grande delle isole del Golfo di Napoli, la sua storia millenaria incontra il mito, la leggenda, quella del gigante Tifeo che, punito da Zeus fu costretto a sorreggere l’isola e che, a ogni tentativo di ribellione, procurava terribili scosse di terremoto.

Conosciuta sin dall’antichità con il nome greco di Pithecusae, l’ isola delle scimmie, oppure, secondo un’ipotesi più accreditata “grande vaso”, come quelli che venivano prodotti sul territorio fin dai tempi più antichi, i romani la denominarono Aenaria e i resti di quella antica città sono oggi sommersi in uno scavo archeologico nella baia di Cartaromana.

Si tratta di uno dei pochi siti archeologici sommersi d’Italia e la storia che si cela tra la posidonia è davvero affascinante. Sono stati ritrovati , infatti, alcuni tratti dell’antico porto e diverse testimonianze archeologiche riconducibili a edifici residenziali di epoca romana.

Ma quella non è l’unica storia che racconta la baia di Cartaromana. A farle ombra è infatti il Castello Aragonese, il simbolo dell’isola d’Ischia, l’antico maniero costruito nel 474 dai soldati di Gerone costretti a scavare all’interno di uno scoglio trachitico, distaccatosi dalla terraferma dopo un abbassamento tettonico che aveva fatto inabissare l’antica città di Aenaria. Nel ‘500 fu dimora feudale, in seguito fortezza spagnola e, con i Borboni, carcere politico fino alla prima metà dell’800 periodo in cui rappresentò luogo di confino ed ergastolo. Ad abitarlo, tra i tanti, fu la poetessa Vittoria Colonna sposa di Ferrante D’Avalos al quale, ispirata dal rumore del mare che s’infrange sugli scogli e dai panorami ischitani, dedicò splendide poesie d’amore.

La baia di Cartaromana ospita però anche la leggenda; pare infatti che Michelangelo Buonarroti, abitò la torre di Sant’Anna, detta anche di Michelangelo per l’appunto, e da lì trascorreva le ore a contemplare la sua amata Vittoria Colonna. In realtà la torre, fu costruita da Giovanni di Guevara intorno la fine del 1400, nominato cavaliere del re, che giunse a Ischia al seguito di Alfonso I d’Aragona. Di recente una troupe di restauratrici provenienti dalla scuola di restauro dell’Università di Dresda, sotto la guida del professore Thomas Danzl, ha riportato alla luce dei bellissimi affreschi presenti sul piano nobile e sulle scale.

Durante la notte del 26 di luglio la baia di Cartaromana si anima con una delle feste più sentite dagli ischitani la festa a mare agli scogli di Sant’Anna. Tra fede e folklore sfilano nella baia dei carri addobbati a festa, proprio come se fosse un Carnevale sull’acqua per poi attendere, tutti assiepati sugli scogli e sulle barche, il suggestivo incendio del Castello Aragonese. La storia di questa festa è davvero antica e risale a un rito, che avviene ancora oggi, e che vede le partorienti andare in processione su piccoli gozzi addobbati con foglie di palma e bandierine, verso la chiesetta di Sant’Anna per la solenne benedizione. Le voci del popolo raccontano che quegli scogli di natura vulcanica, su cui affaccia la chiesetta, erano, e forse lo sono ancora, capaci di rendere fertili le donne. Il miracolo avveniva per sfregamento, le partorienti si recavano di notte, da sole, accompagnate su gozzi, a sfregare gli scogli sperando nella nascita di un figlio sano e bello.

La vita di Ischia Ponte è quella lenta del borgo antico, con l’arrivo della paranza al mattino presto e le voci che si rincorrono, tra signore affaccendate che si portano a comprare il pane all’antico forno di Boccia e quelle dei tanti fedeli che si recano per una preghiera nella Cattedrale dello Spirito Santo o nella casa natale di San Giovan Giuseppe della Croce il patrono dell’intera isola.

In una piccola casa antica del borgo nacque infatti Carlo Gaetano Calosirto che divenne poi San Giovan Giuseppe della Croce, il santo dalle cento pezze, che protegge con il suo manto l’isola che gli diede i natali.

Le campane di mezzogiorno scandiscono il tempo di questa comunità legata all’arte e alla tradizione.

É qui che trova spazio la pittura di Mario Mazzella, uno degli artisti più famosi dell’isola, rappresentata dal maestro in un modo unico al mondo. La galleria è aperta tutti i giorni grazie al figlio dell’artista, Luca, sempre pronto a raccontare la storia del suo papà tra aneddoti e pitture. Ma l’arte a Ischia Ponte risplende soprattutto nel periodo di Natale quando diventa il borgo dei presepi. Nell’androne di diversi palazzi vengono costruiti bellissimi presepi alcuni dei quali ambientati proprio su di un paesaggio ischitano.

Il palazzo dell’orologio ospita al suo interno il museo del mare un edificio settecentesco, un tempo sede del parlamento degli eletti isolani che, attraverso reperti e foto d’epoca, racconta la storia della marineria isolana.

Puntando lo sguardo verso l’altro s’intravede la collina di Campagnano, una zona di origine vulcanica che, attraverso tortuosi sentieri profumati di uva, vi porterà verso uno dei posti più panoramici dell’isola: Piano Liguori. È a Campagnano che si produce una varietà di legume che è un’esclusiva dell’isola d’Ischia; parliamo del fagiolo zampognaro un legume dalla forte personalità che, appena qualche anno fa, era un prodotto in via d’estinzione; tuttavia grazie alla condotta Slow Food di Ischia e Procida, è ora presente in abbondanza.

Quello di Campagnano è un piccolo borgo contadino che, per un giorno, nel periodo di Natale si trasforma diventando un presepe vivente tutto da scoprire. Gli euro diventano tornesi e per le caratteristiche stradine ci si imbatte in botteghe antiche tra fabbri, sarti e barbieri pronti a servirvi.

Ma il comune d’Ischia è anche shopping, lungo la centralissima Via Roma, ad esempio, dove potrete trovare grandi marche e negozi di souvenir e artigianato locale.

Ad animarsi di sera è soprattutto la riva destra del porto, l’antico lago vulcanico trasformato da Ferdinando di Borbone in porto commerciale, più di 160 anni fa, che offre tantissimi locali e ristoranti dove poter trascorrere una piacevole serata in compagnia, tra buon cibo e ottima musica, brindando con un bicchiere di vino, ischitano naturalmente.

Suddivisa in sei comuni, Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano, l’isola ha ben tre anime, quella contadina, la più antica e radicata nelle zone interne e sulle alture come quella del monte Epomeo (789 m), quella legata al mare e alle storie dei tanti che ancora oggi vivono di pesca e, infine, l’anima turistica che rende oggi l’isola meta prescelta da tantissimi viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.

Russi, Tedeschi, Inglesi, Francesi, sono solo alcune delle nazionalità che approdano sull’isola in tutti i mesi dell’anno dedicandosi alle terme, al mare, al trekking, ai tanti percorsi culturali e all’enogastronomia.

Conosciute già ai tempi di Omero, le terme di Ischia sono ricche di storia. La spa più antica del mondo è quella della sorgente Nitrodi di Barano, le proprietà delle sue acque, utili alla pelle e per curare i problemi gastrointestinali, sono conosciute, infatti, in tutto il mondo.

Agli inizi dell‘800 le terme ischitane curarono anche l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi risanandogli una ferita procuratasi sull’Aspromonte.

Tante le spiagge che abbracciano il mare dell’isola, quella dei Maronti nel comune di Barano con i suoi 2km di litorale, quella dei pescatori nel comune di Ischia, frequentata soprattutto da famiglie con bambini e ancora quella di Cava dell’isola tra le spiagge più belle del comune di Forio.

Ischia è soprattutto cultura, l’isola fu, infatti, una delle prime colonie greche d’Occidente e testimonianze di questa storia così antica sono conservate nel museo archeologico di Pithecusae di Lacco Ameno. Tra queste troviamo la coppa di Nestore che presenta il più antico frammento di poesia greca.

“Ischia, paraviso ‘e giuventù” cantava Antonio De Curtis, il principe della risata, in arte Totò mettendo in musica le bellezze di questo pezzo di terra, posto al centro del mare, e ricolmo di storia e di emozioni tutte da vivere.

Credits: Enzo Rando

 

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